volte basta chiedere. Così Brian Scoble ha saputo in anteprima, direttamente da Mark Zuckerberg, cosa ha intenzione di fare Facebook per risolvere i problemi legati alla privacy, problemi che starebbero spingendo molti utenti ad una decisione drastica, eliminare i propri profili e passare ad un altro social network.
Il CEO ha così ammesso, via email, di “aver commesso un sacco di errori” e ha dichiarato all’amico Brian di volere porre rimedio e velocemente, come? Semplificando la gestione della privacy (ritenuta da molti troppo confusa) e dando la possibilità agli utenti di scegliere chiaramente a quali applicazioni di terze parti concedere il trattamento dei propri dati.
Domenica sera, leggendo qualche parere sulla questione, mi sono imbattuto nella diretta di un video cast che va in onda su Twit e che come ospiti aveva proprio Brian Scoble e Cory Doctorow (autore tra le altre cose di questo blog e di un libro che vi consiglio e che si chiama X). Scoble ritiene che Facebook abbia certamente commesso un errore ma pensa che la polemica sia soprattuto alimentata dagli “addetti ai lavori” e che l’utente medio sia più interessato a rimanere connesso ai propri amici in un network con più di 400 milioni di persone e che per questo sia disposto a rinunciare ad un po’ di privacy. In realtà questa è solo una parte di ciò che  stato detto, quindi se l’argomento vi interessa vi rimando al video integrale della puntata. Dura 1.46.31 quindi mettetevi comodi, molto comodi..

A volte basta chiedere. Così Robert Scoble ha saputo in anteprima, direttamente da Mark Zuckerberg, cosa ha intenzione di fare Facebook per risolvere i problemi legati alla privacy, problemi che starebbero spingendo molti utenti ad una decisione drastica, eliminare i propri profili e passare ad un altro social network.

Social Media, Facebook e Privacy

Il CEO ha così ammesso, via email, di “aver commesso un sacco di errori” e ha dichiarato all’amico Robert di volere porre rimedio e velocemente, come? Semplificando la gestione della privacy (ritenuta da molti troppo confusa) e dando la possibilità agli utenti di scegliere chiaramente a quali applicazioni di terze parti concedere il trattamento dei propri dati.

Domenica sera, leggendo qualche parere sulla questione, mi sono imbattuto nella diretta di un video cast che va in onda su Twit e che come ospiti aveva proprio Robert Scoble e Cory Doctorow (autore tra le altre cose di questo blog e di un libro che vi consiglio, intitolato X).

Scoble ritiene che Facebook abbia certamente commesso un errore ma pensa che la polemica sia soprattuto alimentata dagli “addetti ai lavori” e che l’utente medio sia più interessato a rimanere connesso ai propri amici, in un network con più di 400 milioni di persone, e che per questo sia disposto a rinunciare ad un po’ di privacy.

In realtà questa è solo una parte di ciò che  stato detto, quindi se l’argomento vi interessa godetevi il video integrale della puntata. Dura 1.46.31 quindi mettetevi comodi, molto comodi...

Credo che questo “momento di crisi” sia interessante per diversi motivi.

  • Capiremo se effettivamente Facebook saprà, ancora una volta, rimediare ai propri errori, evitando di "perdere terreno".
  • Le modalità di trattamento della privacy diventeranno un elemento differenziante per chi sviluppa attività di marketing attraverso i social media. Dichiarare apertamente le proprie policy e dimostrarsi rispettosi dei dati della community rafforzerà la credibilità e la reputazione delle marche che agiranno in questo senso.
  • Assisteremo alla nascita e allo sviluppo di nuove piattaforme che si proporranno come alternative a Facebook (alcuni si sono già fatti avanti), aumentando la competizione e, speriamo, elevando gli standard di tool e applicazioni.

Intanto per chi fosse interessato, come già segnalato da Matteo nel Mercoledì Social #8, esiste un tool che vi aiuta a scoprire se il vostro profilo è “sicuro o meno”.

Ora però spazio a voi, sono curioso di  conoscere il vostro punto di vista sui temi trattati. Dibattito aperto…