Il mese dell’orgoglio LGBTI è ormai quasi al termine.
Sempre più brand hanno scelto di “schierarsi” a favore della community LGBTI, non focalizzandosi su obiettivi commerciali ma per posizionare la propria marca in un universo più inclusivo.
Negli ultimi tre anni sono state diverse le campagne che hanno fatto la differenza sul tema della lotta all’omofobia, l’insight che accomuna queste campagne é quasi sempre legato alle esperienze che la comunità affronta quotidianamente.
Kodak nel 2016 ha realizzato un mini-film in cui racconta l'esperienza di un figlio che subisce il giudizio del padre per le sue scelte d'amore.
Lo scorso anno invece, AIG, ha voluto rompere il tabù direttamente nella “casa" principale del machismo: lo spogliatoio di una squadra di rugby.
O il caso di Coca Cola in Brasile che ha realizzato una campagna, vincitrice di diversi premi, montando un caso sull’epiteto negativo “This Coke is a Fanta” in un vero e proprio manifesto per la diversità.
Proprio come nel caso di “This Coke is a Fanta”, le persone hanno un ruolo attivo nella campagna e, forti del sostegno del brand, prendono una posizione chiara contro una storica e quotidiana ingiustizia.
Potrebbe essere proprio questo il futuro delle campagne sociali da parte dei brand: riuscire a prendere una posizione chiara e definita che metta al centro la valorizzazione della diversità e vada oltre il fine commerciale dei propri prodotti o servizi.
Buon Pride!