Quando abbiamo iniziato a pensare a come creare un appuntamento focalizzato sull’innovazione, avevamo in mente qualcosa che raccontasse lo status quo in maniera concreta, ma che potesse anche aiutarci a capire un po’ meglio il futuro.

La prima edizione di WTFuture ha risposto a quanto ci eravamo immaginati, anche grazie all’intervento di speaker capaci di trasferire la loro visione sul futuro, ma - al tempo stesso - di condividere con noi le loro esperienze sul campo.

Abbiamo voluto dedicare il primo appuntamento a Intelligenza Artificiale e Chatbot perché si tratta di un argomento quantomai attuale, e perché sono tematiche di assoluto interesse per i clienti che lavorano con noi, e - più in generale - per tutti i brand che vogliono guardare al futuro.


La serata è iniziata citando questo post - pubblicato qualche settimana fa su HBR - che spiega molto chiaramente perché il concetto di “innovazione” non è qualcosa di recente, e perché la tecnologia è un elemento importante per l’innovazione, ma non è un suo sinonimo.

L’introduzione a “WTFuture / Artificial Intelligence & Chatbot Edition” è stata, poi, dedicata a una breve overview sul perché i chatbot costituiscono un’opportunità per le aziende, in diversi ambiti, e potendo rispondere a differenti obiettivi.

L’intervento successivo, di Pietro Leo, CTO Big Data & Analytics IBM Watson, è stato focalizzato sul concetto di intelligenza artificiale in modo più ampio, e sul modo in cui la relazione tra umani e “macchine” sta cambiando profondamente, e continuerà a farlo durante i prossimi anni.

IBM studia e approfondisce queste tematiche da anni, e, anche per questo, la sua visione sul futuro di queste tecnologie ha rappresentato un momento di assoluto interesse, anche osservando alcuni casi concreti, capaci di trasferire quanto sia sempre più importante avere consapevolezza sul cambiamento in atto, e sulle opportunità offerte.
(qui il documento completo presentato da Pietro Leo)

Giuseppe Vironda, Head of Digital di Vodafone Italia, ha poi raccontato perché il lancio del chatbot dedicato al customer service abbia rappresentato un momento molto importante: non si tratta “soltanto” di uno strumento di servizio, ma di un modo per creare una relazione con le persone, sapendo dialogare con i consumatori con una personalità e un linguaggio definiti, in grado di rispecchiare l’attitudine del brand.

Alex Lebrun, Cofounder & CEO di Wit.ai, ha raccontato la sua esperienza con l’intelligenza artificiale e con i chatbot, spiegando - concretamente - cosa significa “machine learning”, e che tipo di interazioni è in grado - oggi - di gestire un chatbot, grazie alla comprensione del linguaggio umano.

Il suo intervento si è concluso con uno sguardo sul futuro, sottolineando quali siano i progressi che potranno essere fatti nei prossimi mesi, e quelli per cui ci vorrà, invece, più tempo.

L’intervento di Greg Leuch, Head of Product di Poncho - ha rappresentato l’occasione di ribadire, ancora una volta, che i chatbot hanno sicuramente una componente tecnologica importante, ma a renderli strumenti utili, e in grado di coinvolgere le persone, è la fase di training, quella legata all’area editoriale del loro sviluppo.

 


WTFuture rappresenta un momento molto importante per condividere - e raccogliere - spunti e ispirazione sul nostro mercato, e su come questo evolve, potendo contare sull’esperienza degli ospiti (sia tra gli speaker, sia tra il pubblico): seguiteci anche su Facebook e Twitter per restare aggiornati sulle prossime edizioni dell'evento, e per darci i vostri feedback e suggerimenti.