
Un chiaro filo rosso è emerso nelle case premiate a Cannes quest’anno che hanno isolato elementi culturali evidentemente legati alle difficoltà individuali delle persone dovute a recessione e inflazione. Campagne come “Preserved promos” di Ziploc, “Code of discounts” di Mercado Livre o “Price packs” di Penny ambiscono a offrire un senso di sicurezza e supporto rispetto a una situazione di incertezza prima di tutto economica.
Ovviamente questo non è stato l’unico elemento culturale illuminato e premiato dalle giurie a Cannes:
- si è spaziato da rappresentazioni molto puntuali di insight tutto sommato universali (come le affissioni di Kit Kat che stavolta invita a prendersi una pausa dallo smartphone mostrando momenti di alienazione pubblica e di gruppo);
- a prese di posizione rispetto a problemi urgenti e di matrice politica (come la violenza domestica sulle donne nel caso di “Three words” di AXA o alcune politiche retrograde e un po’ inspiegabili dell’amministrazione Trump nel caso di “The gulf of Mexico Bar” di Tecate);
- fino all’individuazione di community molto specifiche e dei loro altrettanto specifici bisogni (come nel caso di Oreo che ha offerto a tutte e tutti l’opportunità di imparare un nuovo linguaggio basato unicamente sugli elementi del prodotto o di Export, brand di birra che ha offerto un servizio di chiamata gratuito con il quale Vanilla Ice avvisava i consumatori quando la birra in freezer aveva raggiunto la temperatura corretta, evitando che esplodessero le bottiglie).