Il 2011 è un anno di cambiamento e di crescita per i social media, sia in termini numerici, con l'aumento della partecipazione anche da parte delle fasce d'età più elevate, sia per le abitudini di chi li utilizza.

Tra i fenomeni più interessanti che si sono sviluppati c'è sicuramente la diffusione della "content curation": l'attività di selezione, aggregazione e proposta di contenuti rilevanti per le persone di una community.

Content Curation: how does it build value?

Questo approccio al contenuto nasce con il social networking, ma recentemente diventa sempre più rilevante grazie soprattutto alle nuove caratteristiche proposte dai principali social network. Definire un approccio di content curation può essere molto utile per le marche che desiderano diventare un punto di riferimento, acquisire una "leadership di pensiero" e sviluppare un rapporto continuativo con la propria community.

Ecco alcuni episodi recenti indicativi dell'acquisita importanza per la content curation:

  • Tumblr ha acquisito sempre più importanza, con le proprie funzioni native di reblog, aggregazione di contenuto e di contestualizzazione in una conversazione;
  • LinkedIn ha lanciato LinkedIn Today, il proprio "giornale social personalizzato", sulla base delle raccomandazioni rilevanti dei propri network;
  • Google ha introdotto "Sparks", con l'obiettivo di approfondire argomenti specifici attraverso il contenuto e le interazioni delle persone;
  • Delicious ha rinnovato il proprio look e ha presentato "Stacks", una sorta di "playlist" per i propri contenuti e per quelli della community;
  • Facebook attribuisce sempre più attenzione alla content curation, offrendo agli utenti sempre più possibilità di: visualizzare aggregazioni di contenuto da parte della community (con le Community Pages), condividere contenuti più facilmente (con le funzionalità di condivisione della nuova Timeline), definire le proprie preferenze di content curation in modo granulare (con i nuovi aggiornamenti del news feed);
In generale, le persone sono sempre più interessate a individuare dei "punti di riferimento" rilevanti, che producano contenuto, che interagiscano ma che siano interessanti content curator: aggregatori, selezionatori, segnalatori, contestualizzatori di contenuto.
Per le marche è molto importante stabilire una relazione con il proprio target in modo efficace: l'individuazione di contenuto interessante e la proposta nei canali di riferimento della propria community può essere una soluzione utile a generare coinvolgimento, soprattutto se integrata con logiche parallele di creazione di contenuto.
Cosa pensate dell'evoluzione della content curation e dell'incremento di attenzione per questo fenomeno da parte di social network e persone? I commenti sono a vostra disposizione. Se vi è piaciuto questo post, considerate la possibilità di iscrivervi al blog We Are Social, per rimanere sempre aggiornati sulle novità e sulle evoluzioni che caratterizzano il social web.