Lo scenario in cui comunicano tutti i giorni i brand cambia rapidamente, molto più rapidamente di quanto mai accaduto. Già nel 2010 Eric Schmidt, CEO di Google, ci ricordava che in 2 anni vengono prodotte più informazioni di quante ne sono state prodotte dalla nascita dell’umanità civilizzata al 2003.

INFORMATION OVERLOAD

Il cambiamento è figlio del modo in cui le persone approcciano i nuovi strumenti che hanno a disposizione, strumenti disponibili a un numero sempre più elevato di individui: sono i comportamenti delle persone a stabilire quali tecnologie, quali piattaforme e quali tipologie di contenuti si diffondono - e in che maniera lo fanno.

Durante gli scorsi mesi si è parlato spesso di come le fasce più giovani della popolazione stessero abbandonando Facebook e altri social network in favore di nuove piattaforme, come Snapchat, Secretly, ma anche Line, WhatsApp e WeChat. E ci siamo resi conto che non era esattamente così.

Quello che abbiamo osservato, grazie ai dati condivisi da Global Web Index, non è un abbandono di questi canali, ma diverse modalità di fruizione che contraddistinguono diverse fasce d'età.

Ogni segmento di utenti usa questi canali in modo molto diverso, e lo fa attraverso dispositivi differenti, preferendo alcuni formati ad altri: ad esempio, i Millennials (ragazzi tra i 16 e i 30 anni) privilegiano i contenuti di tipo visuale e accedono principalmente via smartphone (è quindi evidente di quanto sia importante per i brand interessati a quest’audience, osservare le conversazioni su canali come Instagram); le persone tra i 31 e i 50 anni (Gen X) sono molto propense ad acquistare online, e usano - più degli altri - tablet.

Smartphone vs Tablet

Facebook resta il canale su cui sono presenti - e attive - più persone, a prescindere dalla loro età, mentre esistono grosse differenze per canali come Instagram (dove possiede un account il 34% dei Millennials, ma soltanto il 7% dei Boomers - persone di età compresa tra i 51 e i 64 anni) o Pinterest. Tra le piattaforme non presenti è da segnalare WhatsApp, cresciuto del 30% tra i Millennials, del 34% tra la Gen X e del 60% tra i Boomers negli ultimi 6 mesi.

SM usage

Una delle attività trasversale a tutte le 3 fasce d'età prese in considerazione è la fruizione di contenuti TV accompagnata da un altro dispositivo: la % media è dell'86% (91% tra i soli Millennials, 85% per la Gen X, e 69% tra i Boomers).

Quello che in questo caso cambia molto è il tipo di device utilizzato: viene evidenziato, ancora una volta, come, per le fasce più giovani della popolazione, gli smartphone siano di gran lunga il mezzo preferito per questo genere di attività, mentre i tablet trovano la loro massima diffusione tra le persone con più di 30 anni che, probabilmente, vedono una soluzione ibrida tra quello che sono abituati a fare con il proprio computer, e la "libertà" tipica dei dispositivi mobile.

Second Screen

Questi sono i dati globali, che potete trovare per esteso qui, ma abbiamo voluto analizzare anche la situazione italiana, per capire se esistono differenze sostanziali rispetto a ciò che sta cambiando nel resto del mondo.

Smartphone vs Tablet ITA

Come nel resto del mondo, gli smartphone sono i dispositivi più utilizzati dai giovani per accedere a internet, mentre la penetrazione più alta per i tablet si registra tra le persone tra i 31 e i 50 anni. I Boomers sono i più legati al PC per accedere a internet.

Second Screen ITA

Anche osservando il modo in cui cui si fruisce di contenuti TV non ci sono grandi differenze con ciò che accade a livello globale, a testimonianza del fatto che alcuni comportamenti, legati a device e modalità di utilizzo, sono sempre più simili in mercati differenti.

Questo studio ci aiuta, ancora una volta, a comprendere quanto sia importante - per le aziende - stabilire le audience con cui intendono attivare una relazione e comprendere in che luoghi interagire prendendo parti a conversazioni già esistenti, o attivandone di nuove, facendo leva su interessi, comportamenti e abitudini delle persone interessanti per i brand stessi.