Ciao a tutti, e buon mercoledì social! Eccoci qui con alcune news fresche e interessanti.

Partiamo da Facebook e dalla più nuova delle nuove novità: gli smartphone stanno drammaticamente influenzando il modo in cui consumiamo ogni genere di informazione.

Ad esempio fungendo da via di fuga dalla pubblicità in tv che interrompe il nostro programma preferito.

Detto questo, è interessante vedere come già alcuni network televisivi abbiano deciso di provare a seguire i canoni fino a ora usati solo su digital per produrre TV commercial, riducendo drasticamente la durata degli spot dai tradizionali 30” a brevissimi 6”, come fossero dei bumper ads.

La differenza tra i due media per ora rimane comunque poiché, al di là di qualche brevissimo spot, la maggior parte della pubblicità in tv rimane nel classico formato e non è in alcun modo skippabile, a differenza dei diversi modi per consumare gli ad proposti dai canali digital. I grafici di seguito mostrano il tempo che gli utenti spendono mediamente guardando gli ads prima che la loro attenzione si sposti da un’altra parte, declinato per ogni canale:

La cosa interessante da notare è come la curva nel grafico dei “non-skippables” ad su mobile sia molto simile a quella della “live tv”. Questo è dovuto al fatto più che noto, e menzionato all’inizio, secondo il quale durante i commercial in tv le persone spesso spostino la loro attenzione sugli smartphone. Tutto questo non per dire che la tv non ha più effetto, ma che forse non possiamo più concepire una pubblicità per la tv diversamente da quella pensata per mobile.

[fonte: Facebook business ]

Facebook e il digital assistant

Restiamo sempre a Menlo Park in casa Zuckerberg: questa settimana è stato annunciato che il progetto del digital assistant di messenger, “M”, sarà abbandonato. Questo prodotto era stato lanciato in versione beta e per poche migliaia di utenti nel 2015, ed è rimasto in questa versione sperimentale fino ad ora. Tutti i dati che sono stati raccolti in questo lungo periodo di tempo verranno utilizzati per altri progetti di AI che sono nei piani più prossimi di Facebook.

[fonte: Business Insider]

Contemporaneamente (casualità?) poche ore fa è stato reso noto un nuovo prodotto Facebook che molto probabilmente verrà messo sul mercato entro il 2018: Portal.

Con questo device, (sì, si parla di un oggetto e non solo di un tool) Facebook vuol diventare diretto concorrente di tutti gli “home assistant” che possiamo già trovare in vendita.

Dalle prime indiscrezioni si intende che la volontà sia quella di rendere Portal uno strumento per essere sempre più connessi con familiari ed amici. Oltre alla semplificazione della quotidianità a cui Echo e Google Home ci hanno già abituato, Portal punta soprattutto alla semplificazione nei rapporti sociali incentivando le connessioni tra parenti e amici, ciò di cui Facebook ha fatto una missione.

[fonte: Cheddar]

Che Facebook abbia abbandonato M per concentrare tutto su un digital assistant più “concreto”? Ai posteri l’ardua sentenza.

Twitter 

Passiamo adesso a Twitter, finalmente esiste un modo che permette di accorpare un thread di Tweet come se fosse un solo post. Come funziona? Si può rispondere ad un thread taggando @threadreaderapp aggiungendo la parola chiave “unroll”, in alternativa esiste anche un’estensione di Chrome che permette di fare ciò attraverso alcuni click (creata dallo stesso autore del bot).

Questa funzione può essere utile per chi deve seguire un live di un programma o di un evento e soprattutto permette ai lettori di seguire in maniera fluida il corso degli eventi.

[fonte: TecCrunch]

Instagram e Whatsapp

Torniamo in casa Zuckerberg. Come tutti sappiamo, ormai da un po’ di tempo WhatsApp permette agli utenti di aggiungere status come fossero Stories. Una feature di cui forse non sentivamo troppo il bisogno e il cui scopo fino ad oggi non è stato del tutto chiarito. Ma qualcosa si muove.

Instagram sta infatti iniziando a testare un modo per permettere ai suoi utenti di condividere le stories direttamente come status di WhatsApp. Per ora sono in pochi a poterlo fare. Ma quali sono i vantaggi? Sicuramente poter condividere anche su WhatsApp le proprie storie è un modo per generare traffico in entrambe le piattaforme, incentivare l’utilizzo degli stati su WhatsApp e, chissà, aprire un nuovo canale per i brand, sempre più personale, sempre più vicino agli utenti.

[fonte: TecCrunch]

Ad on Alexa

Per ultimo, vi lascio con una news che per ora non è altro che un pettegolezzo ma che, se confermata, sarebbe molto interessante e assolutamente da non sottovalutare.

A quanto pare Amazon sta considerando di aggiungere annunci pubblicitari in Alexa.

Questa funzione potrebbe essere implementata in vari modi, uno di questi prevedrebbe di permettere alle aziende di pagare per avere un placement migliore degli altri ed essere quind menzionati più frequentemente nelle risposte alle domande degli utenti (es. “Alexa, come si lava un maglione di lana?” “Con [nomebrandchepagadipiù]!”).

Per adesso i portavoce in Amazon non danno nessuna conferma e anzi negano che questa idea possa essere nell’aria, ma portarsi avanti non fa mai male.

[fonte: AdWeek]