Nuove news della settimana, nuovo Mercoledì Social: #477.

Divorzio Huawei e Google

Dopo la decisione degli Stati Uniti di inserire Huawei nella lista di aziende che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza nazionale e gli interessi di politica estera del paese, Google interrompe la cooperazione con il colosso tecnologico cinese.

Gli aggiornamenti del sistema Android dunque, così come le applicazioni, potrebbero non essere più disponibili su questi dispositivi.

Non riuscite ad immaginarvi uno smartphone senza Gmail, Chrome e altre app come Google Docs e Google Slides? Bene, iniziate a farlo.

Questa mossa infatti, più che arrecare disagio agli utenti cinesi (che non hanno comunque accesso a servizi e app di Google) arrecherà più disagio agli utenti fuori dal mercato cinese: italiani in primis.

L’Italia è il primo paese in Europa per numero di smartphone e tablet Huawei venduti e rischia dunque di subire le conseguenze più pesanti. Huawei è corsa subito a tranquillizzare le persone affermando che le app, così come gli smartphone, continueranno a funzionare, finché compatibili con la versione attuale di Android. Google dal canto suo, tranquillizza gli utenti su accesso a Playstore e protezione da virus informatici.

Meno chiarezza invece sui dispositivi futuri, vediamo che cosa accadrà nelle prossime settimane.

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Twitter: è forse tempo di carousel?

Twitter continua a testare il formato carousel, con un nuovo esperimento.

La piattaforma ha condotto diversi test sul formato carousel in questi ultimi anni (nel 2016 e poi negli anni a seguire), ma nessuno di questi ha mai realmente preso piede. D’altro canto la piattaforma non può ignorare il successo che questo formato ha avuto e sta avendo su altre piattaforme come Instagram e Facebook.

La nuova proposta, rispetto agli esperimenti precedenti, sembra dare più respiro alle immagini avendo quindi più risalto nel feed e sembra assomigliare molto alla visualizzazione dei carousel Instagram. Per il momento, questo esperimento sembra avere tutte le carte in regola per essere quello vincente. Staremo a vedere.

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La sezione Explore di Instagram si rinnova

Instagram rinnova la sua sezione Explore con l’intento di offrire contenuti più rilevanti per chi utilizza la piattaforma. Nella sezione verranno aggiunte Stories e una barra che permetterà alle persone di esplorare contenuti appartenenti a diverse tematiche: dal food al beauty, dai viaggi allo sport. Senza dimenticare IGTV e funzione Shop.

Il criterio secondo cui le Stories verranno visualizzate nella sezione di ognuno sarà quello di mostrare Stories di profili simili a quelli che una persona già segue.

Così Instagram mira a rendere ulteriormente personalizzabile il canale, lasciando allo stesso tempo la libertà alle persone di scegliere tra Stories e contenuti feed.

Per comparire in questa sezione valgono le regole attuali: video privilegiati rispetto alle foto (anche grazie alla funzione auto-play), ma qualità prima di tutto. Poco testo nelle Stories.

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Vento di cambiamento in casa LinkedIn

LinkedIn cavalca il successo che sta attraversando in questo momento (630M+ di utenti, un aumento dell’engagement annuo del 24%, 25 milioni di candidature a settimana, una nuova assunzione attraverso la piattaforma ogni 8 secondi) e introduce novità sotto diversi punti di vista. Ridisegna la sezione “Jobs” dando un tono più friendly e più facilmente navigabile. Le notifiche di nuove posizioni aperte rilevanti per un profilo saranno pressoché istantanee. La visibilità sui salari sarà presto accessibile a tutti, non-membri Premium compresi, almeno in US, UK e Canada (per il momento per i ruoli sponsorizzati). Migliorerà la sezione “skills”, invitando le persone ad affrontare dei piccoli test, per guadagnare le qualifiche da aggiungere sul proprio profilo.

Ci sono novità all’orizzonte anche per i recruiter. Per scoprirne di più, LinkedIn ha organizzato dei Webinar in cui si andrà nel dettaglio di queste modifiche. Chi volesse saperne di più, può registrarsi qui.

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Facebook investe nella prevenzione della diffusione di contenuti violenti

Gli attacchi terroristici dello scorso marzo a Christchurch, Nuova Zelanda, hanno sconvolto il mondo, non solo per la ferocia dell’attacco, ma anche per la decisione dell’attentatore di proiettare le sue azioni “in mondovisione” attraverso la funzione Live Streaming di Facebook.

A seguito di questi tragici fatti, da un lato i governi chiedono più controllo iniziando a prevedere multe per la mancata tempestività nella rimozione di contenuti violenti dalle piattaforme social, dall’altro sembra difficile quantificare la tempestività con cui le piattaforme dovrebbero saper rimuovere i contenuti critici.

Un primo passo da parte di Facebook però è stato fatto: chi ha precedentemente violato le regole della piattaforma, non potrà usare la funzione Live per un determinato periodo di tempo, a discrezione di Facebook, con decorrenza dalla prima violazione.

Se attuato prima, questo provvedimento avrebbe potuto fermare l’attentatore dalla condivisione online delle sue azioni?

Probabilmente no, ma la piattaforma ha deciso di investire nella collaborazione con diverse università americane per creare nuovi sistemi automatici di identificazione tempestiva di contenuti violenti.

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