C’erano una volta Messi, Cristiano Ronaldo, Harden, LeBron JamesTiger Woods e Federer.

Erano loro a contendersi la palma degli sportivi più pagati al mondo (a dire la verità nel 2018 è stato il pugile Floyd Mayweather, ma gran parte dei suoi guadagni proveniva da montepremi vinti, più che da sponsorizzazioni).

Negli ultimi anni è successo qualcosa di impensabile fino a qualche tempo fa: gli eSports sono diventati un fenomeno così diffuso che i migliori gamers hanno iniziato ad attirare l’attenzione di moltissimi brand e, di conseguenza, a guadagnare cifre - quasi - paragonabili a quelle degli sportivi “tradizionali”.

Un esempio? Il 1 agosto Ninja - probabilmente il gamer più famoso a livello globale - ha annunciato che avrebbe spostato tutta la sua attività su Mixer (la nuova piattaforma di streaming di Microsoft) abbandonando Twitch (su cui ha un seguito di più di 14 milioni di persone - giusto per dare un ordine di misura del fenomeno, Chiara Ferragni ne ha 17.3 milioni su Instagram).


Microsoft ha investito 50 milioni di dollari per portare Tyler Blevins (AKA Ninja) sulla sua piattaforma. 50 milioni. 50.


E in meno di una settimana più di 1 milione di persone hanno iniziato a seguirlo su Mixer.

Per Microsoft che ha la necessità di attrarre giocatori e appassionati di eSports ha senso investire su una figura del genere, come spiegato da Tom Warren (Senior Editor di The Verge):

Non sono però solo i brand endemici (cioè perfettamente affini al mondo del gaming) ad aver deciso di entrare prepotentemente in un mercato che nel 2018 contava già un audience di 395 milioni di persone (di cui 173 milioni impegnate attivamente a giocare) e che nel 2019 ha superato i 443 milioni (con una crescita del 12.3% rispetto all’anno precedente).

Pringles, ad esempio, sponsorizzerà le prossime finali europee di League of Legends: per creare una relazione con gli appassionati di eSports più di 115 milioni di confezioni sono state personalizzate e contengono un codice attraverso cui partecipare a un contest che mette in palio delle skin utilizzabili all'interno di League of Legends.

Oltre alla sponsorizzazione del torneo sono stati creati contenuti legati al mondo del gaming:


adidas ha annunciato di aver siglato una partnership di diversi anni e indovinate con chi. Sempre un gamer, sempre Tyler Blevins.

Non è ancora stato reso pubblico il tipo di rapporto tra Ninja e adidas, ma è chiara l’intenzione del brand di continuare a parlare e a coinvolgere i creator, questa volta focalizzando l’attenzione su un mondo esplorato - finora - solo in superficie.


Ci sono decine di altri brand che hanno già iniziato a muoversi in questa direzione, e sono brand che operano in mercati molto diversi tra loro: da Doritos a Old Spice, da Samsung a Red Bull, da Mastercard a Vodafone.

E proprio Vodafone sarà uno degli ospiti del prossimo WTFuture, questa volta focalizzato sul gaming e sugli eSports.


Il 18 settembre discuteremo delle opportunità per i brand, di come questo mondo permette di approcciare audience sempre più complicate da conquistare e di quali potranno essere gli scenari futuri in cui inserirsi, non soltanto attraverso “classiche” sponsorizzazioni, ma con attività più strutturate.


Sarà poi presente ESL (Electronic Sports League) che ci racconterà cosa significa eSports, quali sono le dimensioni del fenomeno - a livello globale e italiano - e com’è composto un ecosistema tanto complesso quanto fertile per i brand.

Nel 2019 le revenue generate dagli eSports hanno superato 1.1 miliardi di dollari: 456 milioni di dollari provengono da sponsorizzazioni e quasi 190 milioni di dollari dall’advertising. Questo fa capire molto bene quanta sia ormai l’attenzione per questo mondo, ritenuto per molto tempo un fenomeno di nicchia o interessante solo per raggiungere le fasce più giovani della popolazione.

Se è vero che il 37% degli appassionati di eSports ha tra 16 e 24 anni, non si può ignorare il 28% ha invece più di 35 anni (e il 35% tra 25 e 34, per completezza): la possibilità di giocare usando lo smartphone ha avuto un enorme impatto da questo punto di vista, perché ha messo nelle mani di chiunque un dispositivo che permettesse di accedere ai propri giochi preferiti ovunque e in qualsiasi momento (vedi Stadia by Google).


Questi sono solo alcuni dei temi di cui discuteremo durante WTFuture eSports Edition insieme ai nostri ospiti e a chi vorrà esserci il 18 settembre, a partire dalle 10, nel nostro ufficio di Corso San Gottardo 42/A.

È possibile registrarsi a WTFuture eSports Edition da qui (i posti sono limitati per garantire a tutti i presenti di godersi l’evento al meglio).

WTFuture rappresenta un momento molto importante per condividere - e raccogliere - spunti e ispirazione sul nostro mercato, e su come questo evolve, potendo contare sull’esperienza degli ospiti (sia tra gli speaker, sia tra il pubblico): seguiteci anche su Facebook, Instagram e Twitter per restare aggiornati sulle prossime edizioni dell'evento, e per darci i vostri feedback e suggerimenti.