WTFuture Social Gaming Edition: il gaming è la più grande piattaforma social esistente

WTFuture è il nostro format pensato per condividere e discutere le innovazioni e i trend che stanno ridefinendo il modo in cui le persone comunicano tra loro, interagiscono con i brand e creano community legate a ciò che gli interessa.

Ogni episodio di WTFuture ha l’obiettivo di esplorare le opportunità per i brand, e di capire – insieme ai protagonisti di questi cambiamenti – come sta evolvendo lo scenario.

Non ha fatto eccezione questo episodio, durante il quale abbiamo fatto il punto sul mondo del social gaming, cercando di capire un po’ più da vicino il perché di una crescita così rapida e dell’interesse sempre crescente da parte di brand di ogni tipo.


Cosa significa social gaming?

Prima di qualsiasi altra considerazione, è necessario definire cosa intendiamo per social gaming.

Se qualche anno fa ci avessero chiesto la prima cosa che ci veniva in mente quando sentivamo la parola “social”, la maggior parte di noi avrebbe risposto Facebook, Twitter, Instagram, magari qualcuno avrebbe detto LinkedIn o Pinterest. 

Negli ultimi mesi le cose sono cambiate, e quella che in passato era considerata un’esperienza “solitaria” o che, al limite, coinvolgeva altre persone, ma con l’unica finalità di portare a termine una sessione di gioco, è diventata a tutti gli effetti un’esperienza social.

Il gaming è diventato a tutti gli effetti la più grande piattaforma social esistente: lo dicono i numeri, e lo dice, soprattutto, il modo in cui le persone vivono il gaming oggi. 

Sempre più persone vivono i videogame non soltanto come esperienza di gioco: i gamers oggi socializzano mentre giocano, condividono contenuti relativi alle proprie sessioni e vengono influenzati da questo tipo di esperienze, che ormai sono parte attiva della nostra cultura – proprio come succede con i social network da ormai diversi anni.


Il 2020 è stato l’anno della – definitiva – consacrazione

O meglio, è stato l’anno che ha spazzato via gran parte dei pregiudizi legati al mondo del gaming.

Il motivo è molto semplice: i numeri sono ormai tali da non poter più essere ignorati, o da poter essere in qualche modo contestati. 

2.7 miliardi di persone che giocano regolarmente, un mercato che entro il 2023 supererà i 200 miliardi di dollari di revenue (e che già oggi vale più di 180 miliardi di dollari, e supera l’industria cinematografica e dello sport – che generano rispettivamente 100 miliardi e 75 miliardi di dollari), e – soprattutto – una user base estremamente varia (basti pensare che il 95% delle donne sotto i 24 anni dichiarano di giocare regolarmente).

Se pensiamo poi che il 74% degli utenti internet di età compresa tra 16 e 64 anni, quindi veramente chiunquedichiara di giocare regolarmente col proprio smartphone, è facile capire il perché di numeri così importanti: sicuramente i periodi di lockdown hanno accelerato la crescita, ma il vero traino è rappresentato dalla possibilità di giocare ovunque, per finestre di tempo anche limitiate: l’altro aspetto fondamentale da tenere in mente è infatti anche l’enorme varietà di giochi ormai disponibile, alcuni pensati per essere fruiti da casa, altri “on the go”, alcuni più adatti a un’esperienza multiplayer, altri a sessioni solitarie – ma anche qui l’aspetto social è presente, perché esistono una serie di piattaforme attraverso cui i gamer dialogano, si scambiano consigli o guardano altri giocatori che condividono le loro partite in streaming.


Twitch e un ecosistema per gamer – ma non solo

Un’altra caratteristica che rende così appetibile per i brand questo mondo è infatti la propensione ad amplificare ogni messaggio al di fuori dalla piattaforma in cui nasce: l’ecosistema legato al gaming è infatti composto di una moltitudine di piattaforme, alcune focalizzate nello streaming dei contenuti – come appunto Twitch – altre più orientate alla discussione su tematiche specifiche – come Discord o Reddit.

Durante quest’episodio di WTFuture abbiamo avuto il piacere di ospitare Nicoletta BesioSales Director di Twitch Italy – che ci ha spiegato come nel corso degli anni Twitch sia diventata la piattaforma preferita dai gamer, sia per condividere le loro sessioni di gioco, sia – e soprattutto – per costruire delle community appassionate e coinvolte.

Quello che rende Twitch una piattaforma unica è proprio la sua capacità di creare un rapporto forte, quasi intimo, tra streamer e community: le possibilità di interazione non sono solo possibili, ma sono al centro dell’esperienza. 

L’evoluzione di Twitch è evidente anche solo guardando il tipo di contenuti condivisi oggi: il gaming è certamente padrone da questo punto di vista, ma sono sempre più frequenti anche altri contenuti – da creator che condividono le loro ricette in cucina, a celebrità che hanno portato i loro format sulla piattaforma – Vieri, Cassano, Ventola e Adani con il canale della BoboTV.

Proprio la capacità di essere una piattaforma focalizzata sull’intrattenimentoin tutte le sue forme – e l’attitudine di chi la usa a creare community forti offrono un’ulteriore opportunità per i brand: chi comunica su Twitch lo fa infatti con audience particolarmente coinvolte, abituate a una fruizione attiva del contenuto, perché le interazioni tra spettatore e creator sono favorite dalle caratteristiche della piattaforma, oltre che parte centrale di questa.

Non stupisce quindi che l’80% degli utilizzatori di Twitch dichiara di accogliere positivamente la presenza di brand – a patto che sia coerente con i contenuti proposti e che arricchiscano l’esperienza sulla piattaforma: questo succede anche perché l’utente di Twitch sa che è – anche – grazie ai brand che i propri creator preferiti possono produrre contenuti di alta qualità, e che le aziende sono spesso un supporto fondamentale anche ad altri ambiti del gaming (basti pensare alla sponsorizzazione di tornei, sia fisici sia virtuali, o di team di gamer professionisti).


Le opportunità per le aziende

Abbiamo voluto raccontare alcune delle maggior opportunità che riteniamo possano essere molto potenziali per i brand, e l’abbiamo fatto raccontando tre progetti che abbiamo realizzato in questi mesi con clienti molto diversi tra loro: si tratta di esempi che spaziano in diversi campi, e che pensiamo siano utili per rendersi bene conto che il gaming offre è un territorio fertile come pochi – forse nessuno – per stimolare la creatività e creare quelle “meaningful interactions” fondamentali per creare una vera relazione tra brand e persone.

#1 RAGGIUNGERE E COINVOLGERE NUOVE AUDIENCE

Pensiamo a Louis Vuitton che, attraverso la sua partnership con Riot Games ha portato il mondo del lusso in un nuovo spazio, avvicinandosi a un target altrimenti difficile da raggiungere e intrattenere per un brand di questo tipo (ma anche Gucci o Moschino sono ottimi esempi da questo punto di vista).

La relazione tra brand e videogame non vede soltanto i primi sponsorizzare o fare placement nei secondi, ma – sempre più frequentemente – assistiamo a collaborazioni in cui è lo spazio digitale ad essere portato in quello fisico, come successo – sempre con Louis Vuitton – con questa capsule collection focalizzata su League of Legends.


Insieme a Lavazza, per il lancio della prima macchina del caffè con Alexa integrata, abbiamo sviluppato questa campagna che, anche grazie al coinvolgimento di Pow3r, è stata in grado di avvicinare a Lavazza delle audience nuove – ma importantissime – per il brand.

Con Vodafone invece abbiamo deciso di coinvolgere la community di due creator – Favj e Pow3r – nella creazione e nell’unveal di quello che per gamer e streamer è molto più che un luogo: la gaming room infatti rappresenta l’universo che i creator condividono con la loro community, è lo spazio che per i fan è un luogo che già di per sé racconta qualcosa della persona che sta condividendo i propri contenuti.

#2 MASSIMIZZARE L’IMPATTO CULTURALE

Il mondo del gaming è un mondo immersivo, in cui le persone sono coinvolte e hanno una partecipazione attiva: e, soprattutto in un periodo storico come quello che stiamo vivendo, non è più soltanto un mondo virtuale staccato da quello “reale”, ma si tratta a tutti gli effetti di una sua estensione.

La contrapposizione tra mondo reale e mondo virtuale non ha più ragione di esistere: il mondo virtuale è ormai, a tutti gli effetti, l’estensione di quello fisico, un’integrazione che permette di creare esperienze altrimenti impossibili: è il caso dei concerti che sono stati organizzati, ad esempio, su Fortnite, come quello di Travis Scott, che ha coinvolto milioni di persone e ha contribuito a dare l’idea di quale possa essere l’impatto di queste piattaforme anche su altre forme di intrattenimento.


Quello che abbiamo voluto fare in occasione dello scorso Pride va esattamente in questa direzione: in un momento in cui non avrebbe potuto essere organizzato, abbiamo deciso di dare alle persone l’opportunità di manifestare e di condividere i propri valori su Animal Crossing, permettendo loro di riunirsi, di interagire e di amplificare quel messaggio che altrimenti non avrebbe potuto essere veicolato a causa delle restrizioni legate alla pandemia.

#3 SUPPORTARE CAUSE

L’abbiamo appena visto con l’esempio di Global Pride Crossing, ma vogliamo sottolinearlo con un altro progetto di cui andiamo molto orgogliosi: insieme a WWF abbiamo deciso di lanciare una campagna su Fortnite per sensibilizzare anche le generazioni più giovani sull’importanza della sostenibilità ambientale.

La risposta della community è andata oltre ogni aspettativa, e l’amplificazione del messaggio è stata enorme, ma soprattutto spontanea: questa è la dimostrazione che il gaming può essere una piattaforma in grado di generare interesse non soltanto relativamente a fenomeni delle pop culture, o comunque frivoli, ma anche relativamente a tematiche molto più complesse e serie.


Queste sono soltanto tre delle infinite opportunità che esistono per i brand, e speriamo che durante l’evento – che potete rivedere sul nostro canale Youtube – siano emersi tanti altri spunti utili a capire perché siamo convinti che il gaming sia la più grande piattaforma social esistente

Siamo solo all’inizio di un’esplorazione che – ne siamo certi – ci porterà a individuare strade che oggi forse sono completamente inaspettate, e che riguarda sempre più persone, diversissime tra loro sia per età, sia per interessi. 

Se volete approfondire insieme a noi le possibilità che si potrebbero aprire per i brand con cui lavorate, o volete capire più da vicino perché siamo convinti che sia importante – quantomeno – conoscere questo mondo, potete scrivere a [email protected]