Chi non desidera assistenti sempre "sul pezzo" e con memoria infinita come le ha Miranda nel Diavolo veste Prada? O, con un approccio più fantascientifico, parlare con il computer come avviene in tutte le serie di Star Trek? O preferite avere il vostro Jarvis?

In questo momento Google, Amazon, Apple e Microsoft sono i principali attori in competizione per la leadership di mercato in questo spazio, che, come vi abbiamo già raccontato, ha margini di crescita enormi, ad esempio secondo ComScore entro il 2020 il 50% delle ricerche sarà fatto con la voce.
Ora cerchiamo però di capire come si stanno muovendo i diversi player.

Microsoft

Fresca del sorpasso su Apple in termini di capitalizzazione, Microsoft procede con la sua strategia di focalizzare i suoi sforzi maggiormente sui servizi alle aziende.

Nonostante ciò, sarebbe stupido non includerla nella lista: ha integrato Cortana - il suo assistente vocale - nel sistema operativo più diffuso sui computer delle persone, inoltre in molte case c'è già un computer Microsoft in salotto sotto alla TV: l'Xbox.

Al momento Microsoft non sembra troppo interessata a questo nuovo segmento di mercato, è però presente e sicuramente pronta a aumentare esponenzialmente i suoi sforzi nel caso lo ritenesse opportuno.

Apple

L'azienda di Cupertino, con l'acquisto di Siri e l'inclusione in iOS, ha sicuramente il merito di aver reso interessante e popolare il mercato degli assistenti vocali:

Nonostante ciò ora offre ora meno possibilità agli sviluppatori che vogliono estendere Siri rispetto ai diretti competitor, di fatto è possibile sviluppare "applicativi" solo per funzionalità ben definite da Apple e solo come estensioni di applicazioni iOS.
Nel mercato italiano, inoltre, non è ancora stato reso disponibile l'Homepod, l'assistente domestico con Siri.

Nonostante sembri indietro è prematuro pensare che Apple sia già sconfitta: la compatibilità con HomeKit è estremamente diffusa nei congegni smart di fascia alta, inoltre, in particolare nel mercato degli Stati Uniti che è trendsetter la tecnologia, ha ancora un ruolo estremamente dominante tra gli smartphone: già tablet, smartwatch e occhiali smart hanno provato, senza successo, a scalzare lo smartphone dalle preferenze di noi consumatori.
Gli smart speaker provano a crearsi la loro nuova nicchia, ma non è da escludere che sarà comunque lo smartphone a prenderne possesso.

Google

L'assistente di Google è pervasivo: è nativo nella maggior parte dei telefoni Android, può essere installato su iOS inoltre da marzo (per l'Italia) è disponibile anche in tutte le case tramite Google Home.

L'approccio dell'azienda di Mountain View è di semplificare la nostra vita rendendo tutto automatico e semplice, la pervasività dell'assistente ne è solo una naturale conseguenza.

La piattaforma di Google è aperta allo sviluppo di terze parti, tramite le Google actions. A parte il passaggio di l'approvazione da parte dell'azienda, a differenza di quanto succede con Apple, non ci sono limiti teorici a quello che è possibile sviluppare.

Amazon

L'azienda di e-commerce è l'ultimo arrivato - il lancio italiano risale alla fine di Ottobre - nel settore. La differenza principale con i tre precedenti competitor è che Amazon non dispone di hardware (computer, telefoni o console) con l'assistente Alexa già nelle case delle persone: per questo motivo sta tenendo un approccio estremamente aggressivo nel diffondere i suoi "Echo".

Tutto questo non solo nel mercato italiano:

La piattaforma di sviluppo ha un livello di apertura identico, se non superiore, rispetto a quello di Google: in sostanza è possibile sviluppare ogni tipo di contenuto per Alexa, ed è addirittura possibile prendere Alexa e integrarla nei propri prodotti.
Amazon e Microsoft sono le uniche due società nella lista ad aver collaborato sugli assistenti vocali: è infatti possibile chiedere ad Alexa di parlare con Cortana e vice versa.

Negli Stati Uniti Alexa è di fatto lo standard per l'automazione domestica, Google insegue accelerando sempre di più; abbiamo visto prima come Apple abbia un approccio conservativo incentrato sulla sua forza nel mercato degli smartphone e come Microsoft sia sostanzialmente alla finestra per vedere cosa succede e se varrà la pena scendere in campo. Dopo tutto però si tratta di assistenti vocali, per cui forse ha senso chiedere a loro cosa pensano gli uni degli altri:

Alla prossima e buon weekend!