WTFuture: GamEfluencer EDITION, come il gaming sta cambiando il mondo, con POW3R

WTFuture
luca.delladora

Titanic: 2.1 miliardi di dollari.

Avengers: Endgame 2.8 miliardi di dollari.

Avatar: più di 2.9 miliardi di dollari.

Fonte: IMDbPro

Sono i tre film che hanno registrato i maggiori incassi al botteghino, incassi stratosferici, certo, ma poca cosa rispetto a quelli registrati da rappresentanti di un’altra forma di intrattenimento.

GTA V ha incassato infatti, 6.4 miliardi di dollari: non serve tirar fuori la calcolatrice per renderci conto che il confronto è impari e che il mercato dei videogame sta assumendo dimensioni incredibili (si stima che entro la fine del 2023 le revenue generate saranno superiori ai 200 miliardi di dollari – più che sport e cinema insieme, per dare un’idea).

Fonte: TweakTown, Statista


Ma facciamo un passo indietro, perché l’impatto economico è certamente importante, ma lo è ancor di più quello culturale.

I videogame sono ormai parte integrante delle nostre vite, perché in grado di influenzare tutte le altre forme di intrattenimento: dalla musica, all’arte, fino alle serie TV e ai film.

Ma non solo, i videogame possono essere anche un formidabile strumento per promuovere messaggi destinati ad audience altrimenti difficilmente raggiungibili attraverso altri media: gli esempi di progetti come WWF #NoBuildChallenge – di qualche anno fa – e Lavazza Arena che abbiamo realizzato l’anno scorso, testimoniano come il gaming è una piattaforma che permette di sensibilizzare audience presso cui solitamente è molto difficile guadagnare l’attenzione. Anche in questo caso il supporto di gamefluencer è stato determinante.

Se fino a 10/15 anni fa gamer erano considerate persone che passavano ore nella solitudine della loro stanza, quasi in fuga dalla vita sociale, oggi sono diventate figure a cui aspirare – sia quando si pensa alle competizioni legate al gaming, visti i montepremi milionari in palio, sia perché si tratta di persone per cui i videogiochi sono sì la principale passione, ma che sanno e vogliono esplorare una miriade di altri ambiti, di condividere altri aspetti delle loro vite.

Ed è così che nascono i gamefluencer: durante quest’edizione di WTFuture abbiamo voluto capire chi sono, come riescono a influenzare le loro community, perché i brand non possono ignorarli e – soprattutto – cosa li rende così unici nel contesto attuale.

I gamefluencer hanno livelli di engagement impensabili per qualsiasi altra tipologia di influencer, perché la loro attività non si limita alla creazione di contenuti, ma ad un’attività di streaming costante e per finestre di tempo lunghissime: le community sono coinvolte perché c’è una continua interazione, un rapporto assolutamente trasparente in cui chi li segue non si sente solo uno spettatore, ma un partecipante attivo del canale in questione (e per dare una dimensione al tutto  durante Q1 del 2022 sono state quasi 6 miliardi le ore di streaming guardate solo su Twitch).

Fonte: StreamCharts


Provando a mettere su una timeline l’impatto che il gaming ha avuto sugli altri mercati legati all’intrattenimento, potremmo die che il matrimonio con il cinema è iniziato nel 1993 con il primo film su SuperMario Bros portato sul grande schermo: e pare che non ci sia aria di divorzio, anzi, assistiamo sempre più spesso a trasposizioni cinematografiche di videogiochi di successo – da Uncharted, al recente The Last of Us.

Ma non è solo il gaming ad entrare nel mondo dei videogiochi, succede anche l’inverso: è sempre più frequente infatti che attori di Hollywood non prestino solo la loro voce o le loro sembianze ai videogame, ma recitino vere e proprie parti, proprio com’erano stati abituati a fare al cinema – qui, giusto per citare due esempi Keanu Reeves in CyberPunk 2077 e Ellen Page in Beyond – Two Souls.

Veniamo però ora al cuore dell’episodio di WTFuture: a partire dal 2010 sempre più gamer hanno iniziato a farsi notare, anche grazie alle competizioni di eSport che iniziavano a raccogliere montepremi decisamente significativi, dando sempre più visibilità e generando sempre più revenue per questo mercato – sono infatti questi gli anni in cui il gaming ha superato gli sport tradizionali in termini di viewership e revenue.

Se dovessimo dare un volto a questo momento storico, sarebbe probabilmente quello di Ninja, il primo pro player a guadagnare la copertina di ESPN Magazine – una delle più famose riviste sportive – nel 2018, e anche il primo gamer a firmare un contratto con adidas, sancendo – di fatto – un momento storico nel rapporto tra brand di quest tipo e gaming.

Qualche anno dopo il mondo della musica ha trovato nei videogame l’ambiente ideale per dar sfogo alla creatività e per rinforzare il legame con milioni di persone in un modo nuovo: basti pensare al The Astronomical Live Event di Travis Scott su Fortnite – a cui hanno assistito quasi 30 milioni di persone – o alle collaborazioni di Ariana Grande e Lil Nas X, sempre per citare soltanto quelle avvenute sulla piattaforma di Epic Games.

Insomma, è evidente che il mondo dell’intrattenimento non è stato a guardare, e la stessa cosa è stata anche per tantissimi brand, a partire da quelli del fashion di lusso, come Gucci, Balenciaga, Moncler o Ralph Lauren, che nel corso degli ultimi anni hanno sperimentato esperienze di gaming su piattaforme come Roblox, Fortnite o Minecraft.

Ecco, questo è il contesto che ha reso così fondamentale la comprensione del mondo del gaming per qualsiasi brand: per conoscere più da vicino tutto questo abbiamo però voluto parlarne con chi questo cambiamento non solo l’ha vissuto, ma ha contribuito a crearlo.

Ospite della seconda parte di WTFuture è stato infatti POW3R (Giorgio Calandrelli), che ci ha dato il suo punto di vista su com’è cambiato il panorama del gaming negli ultimi anni, e con cui abbiamo parlato delle infinite opportunità per brand di ogni tipo di entrare in questo mondo. Insieme a POW3R abbiamo realizzato diversi progetti, fin dal 2019, e l’ultimo di questi – Vodafone Home of the Unstoppable – ci ha dato, ancora una volta, prova dell’importanza dei gamfeluencer non solo come amplificatori di un messaggio, ma di vera e propria collaborazione nella costruzione di un’esperienza.

Qui potete trovare la registrazione di tutto l’evento, mentre qui sotto ecco la chiacchiera tra Mara Bonavoglia Account Director di We Are Social – e POW3R:


Potete poi scorrere direttamente in questo documento l’introduzione che abbiamo visto insieme per contestualizzare tutto ciò che ha a che fare con il mercato del gaming e con la crescita dei gamfefluencer:

Qui trovate invece lo studio integrale, da cui è tratto questo documento, che abbiamo creato insieme ai nostri colleghi di We Are Social Singapore.

Come sempre, per qualsiasi domanda o se avete voglia di discutere dei temi che trattiamo durante i WTFuture, scriveteci sui nostri canali social (Facebook, Instagram, Twitter, YouTube, LinkedIn) e continuate a seguire i contenuti che condividiamo qui.

ContattaciLet’s be social